05/07/2009

Fondamentalmente mi piace che il tempo passi, incluso l'avere via via più anni di altri. Quello che sembrava ovvio dieci anni fa, e che per certi aspetti lo è ancora, oggi mi è talmente nebuloso e senza colore da passare oltre e non lasciare (più) segni. Magari quando Scott Fitzgerald scriveva "Benjamin Button" non l'intendeva come una metafora ma come qualcosa di letterale.

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categoria:prospettiva cornuta
01/07/2009

Agosto è andare in vacanza; Luglio è andare a comprare i vestiti per andare in vacanza.

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categoria:zampirone, goderecci
01/07/2009

E quando arriva il sonno sono sempre

vestito di tutto punto.

Sparisco dentro un cappello a cilindro.

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categoria:porta pazienza
29/06/2009
self portrait with recovering foot
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categoria:porta pazienza
23/06/2009
Tolto il gesso. Gamba destra: Adriano. Gamba sinistra: Madre Teresa.
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categoria:stira e ammira, zootecnia, periodi dinvoluzione
23/06/2009

A quindici centimetri da tutto, da dove posso osservare fare "yippee! yay!" non solo le facce che tu ami, ma anche e soprattutto emeriti sconosciuti che vivono momenti di eccitazione senza motivo-infantile ma col piacere a scoppio ritardato  dell'essere adulti, complici, nel pieno delle forze e dell'intelligenza sociale...un inizio infinito e magnificamente improvviso, curvato, una brezza gentile ed esilarante, una gallina che cade dal soffitto, una filippina scema e ribaltata per addormentarsi e vedere nel sogno degli altri la chiarezza dei propri sogni. Dire tu come una scusa per dire io, facendo traboccare sequenze di farfugliamenti da ubriaco, di volontà dolcissima...come il letto che prende il volo e si schianta contro la superficie di una faccia meravigliosa. E poi il ritmo, il ritmo, da seguire senza difficoltà, mentre la visuale di un mondo fermo che accende le luci e curva  ti viene incontro per farti sentire il calore dell'intelligenza al lavoro, carica di prospettive e conoscenze-ancora, dell'altro da te, dei tuoi simili dai confini fisici e mentali irrisori...

 

 

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categoria:zampirone, luci del varietà, goderecci
21/06/2009
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categoria:apparizioni, goderecci
18/06/2009

Viene il tempo del Palio di Siena, delle stelle cadenti, dei sandali; e tutto quello che faccio è nascondermi dietro la gamba di una sedia d'epoca. Se si possono inventare neologismi, se è permesso, si diventa disquarcionati: non solo disarcionati da tutto quello su cui appoggiamo il culo, ma anche squarciati, ghigliottinati nello stesso momento da qualcosa che pende dall'alto, che scatta.

Poco respiro. Il processo, il movimento una volta istintivo dall'alba al mattino e dal mattino al pomeriggio si fa innaturale, qualcuno urlerebbe, avrebbe tutti i diritti per farlo. Le dolci zigrinature anni '70 delle seggiole, dei tavoli, sono faticose non solo da toccare, ma anche da raggiungere fisicamente. Su fondali neutri non si esibiscono band per video d'annata e non si fanno mostre sofisticate, che del resto nessuno visiterà se non gli universitari. Prendi una canzone, la potrai benissimo associarla al posto in cui questo pezzo è diventato definitivo, inesprimibile a parole; il problema è che se prima poteva funzionare la tattica dell'immaginare la mente come una camera che esplora  idealmente uno spazio, una via, un "quarto di passeggiata", ora al movimento si sostituisce un'immagine fissa che sa di attaccata al chiodo. Non tanto un mal di testa pulsante quanto una cappa, come una pellicola greve, un adesivo scolorito su una vetrina che vende cose spaventosamente familiari. Così certi passaggi sublimi, certe scale perfette: d'accordo, sono belle. E quindi? Questo è il feeling. C'è qualcosa in più? No.

Cadono giù a comando, sono come l'elettricità: se salta uno non ci pensa su due volte, schiaccia un pulsante e torna a dormire, del tutto in automatico. E nel reale vengono giù i quadri, tagliano in due spine e fili, e siccome cadono dietro i mobili nessuno se ne accorge per due giorni. Letteralmente, ogni idea è troppo difficile.

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categoria:periodi dinvoluzione