C'è poi il discorso dei tormentoni. La musica è cambiata negli ultimi anni, e come musica, a costo di passare per tamarro, intendo quelle cose che zappando su MTV facevano pensare "DEVO scoprire chi canta questo pezzo". Aggiungiamo poi il fatto che dopo i 21 anni la capacità di capire veramente "la scena" sparisce e si comincia a pensare che il pop e il rock di quando avevi 15 anni era molto più trascinante. Oggi ho recuperato quello che in apparenza è stato uno dei pezzi electro più in voga nell'ultimo mese, "I believe" dei Simian Disco Mobile. Ha questo bel suono di pianola della nonna, sugli stessi accordi canonici di "A forest" dei Cure e "Crystal" dei New Order e mille altri pezzi di quella sorta. E' abbastanza rinfrescante rispetto alla noia mortale dell'electro-minimal che ci ammorba da almeno 3-4 anni a questa parte, sempre quei suonini di gomma. Ed è passata anche "Another chance" di Roger Sanchez, che al tempo mi sembrava chissà cosa e adesso suona così povera e senza idee. I gusti personali e i modi di distribuzione cambiano; la musica elettronica esce sempre più raramente dai club. Non ci vado. Il rock ricicla ossessivamente i ritmi new-wave di fine anni '70 senza trovare nessuna chiave di lettura nuova. Forse dopo il computer non si può inventare più niente, ma il pc non doveva soppiantare anche le chitarre? O si finirà come Santana, osannato come grande chitarrista quando da 30 anni qualsiasi suo pezzo ha sempre lo stesso timbro? Forse l'unico modo per ritrovare il piacere del pop senza dover per forza buttarsi sul passato (per andare al lavoro passo tutti i giorni davanti agli studi della nuova Virgin Radio-passi per Bowie, ma vedere ancora gente che ha come icone i Beatles e Jagger mi dà l'orticaria), dove comunque le scoperte sono infinite in proporzione alla velocità della banda larga, è passare tutta l'estate 2008 dentro un club e scoprire che mi sono sbagliato.




