Sedano, Caronte e cipolle.
"Love. Shall we deny it when it visits us? Shall we not take what we are given?" (Terrence Malick, "The new world").
-"Vince la signora, che oltretutto si è anche cagata sotto!" (Paolo Villaggio, "Il disgraziometro").
Poesia di quello che tocca tutti ma tocca ad altri. Traghettato in uno schifo pieno di luce, o in una luce circondata da stupide mosche, uno, rifiutandosi di svegliarsi, rischia di diventare uno stereotipo vivente prima ancora che vissuto. Ipocriti cantori del futuro lo invitano ad ammirare un futuro radioso (per loro) e la sua alba. Ma si conosce l'alba e si sa che tanti mattini hanno lo stesso gusto ipocrita, svegliarsi è "un'offerta che non si può rifiutare"-hai una borsa da preparare, piove, hai la macchina dallo sfasciacarrozze o non ce l'hai affatto; magari c'è il sole e qualcuno è stato a letto con una persona che ha i lineamenti di una divinità, come una collina immersa nel sole di pomeriggio, però ha l'alito di un cavallo con la cirrosi e vota PRI. Chi come me può avere sognato di addormentarsi in un cinema o nei corridoi dell'università ridendo di un professore, ma nella realtà non ha (più) la cognizione dello spazio, sa che è successo ma non sa dire in che anno è stato. Circondato infine da ritratti amabili e pretenziosi di coppie che stanno appiccicate giorno e notte (la c.d. sindrome di John e Yoko) , tu ti chiedi cosa succede quando finiscono le cose da dirsi e quando le belle poppe da ammirare non hanno più niente di sorprendente (la c.d. sindrome di Jocelyne Wildenstein). Tutto questo per dire che l'amore assoluto che si prova per la vita implica anche il chiedersi se il Creatore, una volta create cose come gli alberghi di lusso, le cene, le case, le automobili, le pelate a zero, la musica, le fotografie o gli orgasmi, ha tenuto conto anche dei sotterranei, della spazzatura, dei fumi, dei capelli sparsi per tutto il bagno, dei duetti Ramazzotti-Martin, della vacuità di molti cari ricordi fotografici, dei "deh, sbrigati ad asciugarti che sennò sporchi tutto".
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