27/10/2007

Sedano, Caronte e cipolle.

"Love. Shall we deny it when it visits us? Shall we not take what we are given?" (Terrence Malick, "The new world").

-"Vince la signora, che oltretutto si è anche cagata sotto!" (Paolo Villaggio, "Il disgraziometro").

Poesia di quello che tocca tutti ma tocca ad altri. Traghettato in uno schifo pieno di luce, o in una luce circondata da stupide mosche, uno, rifiutandosi di svegliarsi, rischia di diventare uno stereotipo vivente prima ancora che vissuto. Ipocriti cantori del futuro lo invitano ad ammirare un futuro radioso (per loro) e la sua alba. Ma si conosce l'alba e si sa che tanti mattini hanno lo stesso gusto ipocrita, svegliarsi è "un'offerta che non si può rifiutare"-hai una borsa da preparare, piove, hai la macchina dallo sfasciacarrozze o non ce l'hai affatto; magari c'è il sole e qualcuno è stato a letto con una persona che ha i lineamenti di una divinità, come una collina immersa nel sole di pomeriggio, però ha l'alito di un cavallo con la cirrosi e vota PRI. Chi come me può avere sognato di addormentarsi in un cinema o nei corridoi dell'università ridendo di un professore, ma nella realtà non ha (più) la cognizione dello spazio, sa che è successo ma non sa dire in che anno è stato. Circondato infine da ritratti amabili e pretenziosi di coppie che stanno appiccicate giorno e notte (la c.d. sindrome di John e Yoko) , tu ti chiedi cosa succede quando finiscono le cose da dirsi e quando le belle poppe da ammirare non hanno più niente di sorprendente (la c.d. sindrome di Jocelyne Wildenstein). Tutto questo per dire che l'amore assoluto che si prova per la vita implica anche il chiedersi se il Creatore, una volta create cose come gli alberghi di lusso, le cene, le case, le automobili, le pelate a zero, la musica, le fotografie o gli orgasmi, ha tenuto conto anche dei sotterranei, della spazzatura, dei fumi, dei capelli sparsi per tutto il bagno, dei duetti Ramazzotti-Martin, della vacuità di molti cari ricordi fotografici, dei "deh, sbrigati ad asciugarti che sennò sporchi tutto".

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categoria:vigliaccherie, luci del varietà
26/10/2007

(In onore di C.E.Gaddus,duca di Sant'Aquila).

Il monzese.  Il monzese è consumista, comunista e costumista. E' un pò presuntuoso, come se solo lui la sapesse esselunga. Dice che bisogna sempre scegliere tra il Bennet e il male. Ha prodotto il suo ultimo cappello  nel 1941 ma conserva in naftalina (la criogenia è troppo difficile da pronunciare) le aziendine locali perchè i vigevanesi modajoli e scarpari sappiano chi comanda. Se vive da solo al mattino gli piace creare file in biglietteria col gratacuu e vinci. Nell'intimo, è vacchissimo e vacchissima, ma solo se gli è permesso dal parroco. In pubblico, ha problemi a usare l'espressione "sparato della camicia" per timore di essere intercettato dalle forze armate locali. Parla della sua tristezza profonda e internassionalissata confondendo "despair", disperazione, con "Despar". E' ai Ferré corti con Milano. Nella guerra strategica tra Milano e Torino si posiziona dalla parte di Torino-ama ripetere che Milano, per come sono ridotti i Navigli,  dovrebbe candidarsi non all'Expo ma all'ExAdda. Il milanese risponde a tono: "In fondo sono onesti. Quando uno va al teatro Villoresi sa già dal nome che fa acqua", riferendosi al locale canale Villoresi.

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categoria:bravo grazie, querelabili, bridge over mineral water
25/10/2007

Gallows Pole.

Succede che ispeziono musei con aria truce, come Klaus Kinski a fine carriera in film tipo "Nosferatu a Venessia", ma senza parruccone biondo e senza una Deborah Kinski o un Herzog su cui sfogarmi. I topi di Brera, il Museo del Risorgimento, il Rondò d'la Furca a Torino, quest'ultimo a due passi da Porta Palazzo, in un'atmosfera a metà tra Lynch e i Cure di "Faith"...la pioggia storta come c'è solo a Torino, la biblioteca del museo del cinema di Torino che è piazzata nell'ex cimitero dove buttavano gli impiccati al vicino Rondò della Forca...un cancellone con un chiavistello in piombo di nove chili, un cortile vuoto, targhe dedicate al dottor Vacca francesizzato o torinizzato in Vache. Porta Palazzo, il degrado come può esserci solo a Torino-al punto che ritrovarsi sotto i portici di Via Cernaia sa quasi e insolitamente di finto, di atroce. Ma anche un panificio di quartiere dove ritrovo quella sensazione di sospensione del tempo più usuale nella Torino-benino che è mi più familiare. Ecco cosa succede a essere non solo metereopatici, ma anche borghesi.

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categoria:luci del varietà, eterogenesi dei fini, pope zerbino
22/10/2007

Ein, Zwei, Polizei.

Legge di Hutter sulla bibliografia: se cerchi il numero 4 della rivista più rara del mondo avranno sicuramente per l'annata richiesta i numeri 1, 2, 3 e 5, oppure solo i numeri 2 e 3. La probabilità di trovare il volume richiesto è inversamente proporzionale ai chilometri percorsi e all'interesse effettivo del materiale in questione.

Corollario di Flaherty: ce l'hanno ad Anchorage.

Codicillo di Blair al corollario di Flaherty alla legge di Hutter sulla bibliografia: se l'ufficio cambi può essere chiuso sarà chiuso.

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categoria:querelabili
22/10/2007

Fobia or not fobia.

C'è stato come un punto in cui la rituale claustrofobia da automobile ha colpito (avete presente l'inizio di 8 1/2 di Fellini?), una cosa che non posso augurare a nessuno dato che sono troppo arretrato per avere nemici o peggiori nemici. (La auguro lo stesso, nell'eventualità). Viaggi troppo lunghi in automobile o in treno hanno questo effetto, ma anche viaggi, per paradosso, talmente corti (e sempre da passeggero) da disorientare. Colpisce soprattutto nei ritorni, il sabato sera tardi. La schiena comincia a fare pressione al punto che è impossibile girarsi; il soffitto della macchina si abbassa di un cm ogni 30 secondi. Necessità e impossibilità atrocissima di togliersi le scarpe. Prigionia e martellamento. Seguendo Murphy, ci sarà una perfetta isocronia tra l'inizio della sensazione di soffocamento e il momento di formazione della coda in tangenziale; inoltre, secondo il corollario di Lunardi, la c.d.a. colpisce in misura proporzionale alla vicinanza dalla casa, non alla lontananza, ed ha più i caratteri di un'agorafobia anomala che di una claustrofobia vera e propria (esiste anche una versione più banale legata alle gallerie, ma colpisce prevalentemente quando si vede il paesaggio fuori).  Il codicillo di Luzzatto Fegiz afferma che nel momento in cui si ha l' impressione di angoscia è più intollerabile, il fiato cala, il senso di impotenza e terrore è massimo, si comincia a sudare e ad avere giramenti di capo, qualcuno deciderà di mettere su un cd di Gigi D'Alessio.

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categoria:vigliaccherie
14/10/2007

"Tandis que dedans l'air un autre air je respire..."

Passeggiamo, da soli oppure in coppia o in gruppo, sicuramente non mano nella mano nè mano nella non mano. Viene l'autunno e nei giorni di sole c'è un senso di pulizia, si nota di più quanto sia importante avere tende nuove, parquet, salottini, cucine che strabordano di roba e di appunti come "telefonare callista". Poi in parallelo c'è un senso di catastrofe imminente che può venire da qualsiasi cosa, da Al-Qaeda alle cartelle delle tasse agli ex che vogliono indietro i regali al lavoro che va male, alla salute e alle nostre incapacità devastanti...invidia per i bambini che giocano sul pavimento e aspettano sera, ma anche per chi non deve fare altro che studacchiare, liceo o primo giorno di università che sia. Il fiore degli anni sembra essere di plastica.

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categoria:querelabili
14/10/2007

Music transit gloria mundi.

Pandemonio Bauli presenta il nuovo album di Berlusconi-Apicella, interamente registrato negli studi sardi del fu premier. Il titolo provvisorio è Un puffo dove l'acqua è più blu.

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categoria:pandemonio bauli
12/10/2007

No Future.

Il Nobel per la pace ad Al Gore (e vabbè-però se adesso diventa presidente voglio vedere quanto difenderà il pianetino-alla Pinetina ci pensano i Moratti) e soprattutto all'ONU. Dare un Nobel per la pace all'ONU è un pò come premiare con l'Oscar i fratelli Lumière, o dare il Pallone d'oro alla UEFA.

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categoria:luci del varietÃ