Sparks.
Cambiare l'aria viziata nelle case si combina spesso al pensiero di persone che sono lontane o troppo vicine, quando il tempo e la verità si allentano come un elastico lento da mutanda "a bracarella"...Torna tante volte l'idea netta, pulita, della flanerie, il delicato sogno da dandy/fotografo di Walter Benjamin, Folgore, Charles Baudelaire e Georg Simmel che camminano a braccetto/bacetto come una rock band prima di capire cosa sia una rock band (immaginarsi un "all songs by Benjamin/Folgore/Baudelaire/Simmel") e annotano sul taccuino cosa voglia dire sentire il profumo dei bracieri, delle pizzerie, delle grandi piazze dove bagascione greche si sdraiano al sole delle sei sera, dove i pupi giocano, dove la mercatara si tira su le mutande a grisaglia, e dove lo spirito del Gadda impreca contro i musicisti di strada che non riescono a fargli sentire quello che gli stanno dicendo al telefono...Ed anche altro poi. A tre a tre gente che tira sera. La meraviglia di una luce che si accende in un palazzone. Cespugli e siepi di mirtilli. Palmeti e stuoini di cocco stesi ad asciugare; arpie oneste che ti leggono la mano e vogliono essere pagate in lire. Meravigliosi ubriachi canterini. Biblioteche che chiudono. Sigle di telegiornali, minestre se è inverno; se è estate angurai, cartoni di pizze, ciabattine, battone ciabattone in maglietta, donnine tenere accompagnate da uomini con le poppe e il vento in poppa; bambini con la cofana e ragazze che profumano da trenta metri di profumi da mal di testa istantaneo. Il vecchio frocio col soprabito, il fiore e il sigaro, potrebbe essere un Leopoldo Fregoli stufo del teatro più che di sé; e girarrosti stupendi, proprio nell'accezione gaddiana dell'aggettivo "stupendo", e patate, e nervetti con le cipolle, e sterrati che portano a grandi ville ben tenute, saloni con vetrate sulle valli con vista sul fittavolo con le pive nel sacco....preti dal passo ciancicatone che telefonano alle vecchie madri e ci litigano, cani in bicicletta che la fanno nel sellino, gatti pure stupendi, stupendamente calmi e sospesi come un'estate di fuoco, una linea che balla all'orizzonte, una promessa, qualche amico, ore ed ore e giorni e sapere che fare...una delle cose più belle della flanerie è che potresti andare avanti a descriverla all'infinito, perchè quello che conta non è la comprensione del lettore ma la soddisfazione che si prova a descriverla. Ma mi fermo, che la sostanza si è capita e poi Splinder va in entropia.