21/06/2008

Passate una buona estate, voi che nuotate nell'oro e voialtri che nuotate nell'orto. Se non sapete nuotare, passeggiate sul lungomare e non siate soli; se non vi piace il mare, passeggiate sul lungomonte, e visto che vi piace la montagna, siate soli.

(Dennis Oppenheim, "Reading position 2", 1970)

16/05/2008

Prendi una cosa a caso

e vedi che scorre via, non lascia

tracce ma è ben fatta,

che sia un sentimento o un film

o una frittata.

L'acqua che consuma le pietre

che sia potabile o no

fa il suo lavoro

ma alla lunga.

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14/05/2008

Ho anche pensato a un amico.

C'è di buono che abbiamo evitato le grandi confessioni

nelle quali si passeggia e ci si guarda le spalle;

i pavoni non hanno le mani

neanche per strozzarsi.

Nel tempo non c'erano le verità che credevamo,

ma verità anche migliori.

Ma come persone, per quanto già stanchi,

osservavamo la superficie

non increspata, ma liscia e piena di riflessi

a gabbia, a quadro, a rosone,

di quello che rimaneva lì per chi volesse.

Sul metallo non c'erano tracce di sporco.

La filigrana del da farsi aveva il gusto del racconto

e della canzone

che uno continua a scrivere.

Dal vetro, finito il da farsi, attraversavo il corridoio

dai pavimenti a fungo d'aria,

e vedevo un giardiniere per ogni angolo;

le stagioni si divertivano tra loro.

E la staffetta tra un sole e l'altro

insegnava il numero delle annate,

le opere inutili e i giorni.

Il piacere di esser da solo al momento giusto

era come un chilometro lanciato al risveglio.

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14/05/2008

Consideriamo ora

perchè sia più difficile

andare in fondo al mare

riempito di relitti e galeoni

che toccare la cima di un monte

riempito di rifiuti

e di lattine di birra.

Questo vuol dire

che chi ha visto

la vita persa

e le sue tracce

nel cristallo o nella lattina

tocca il cielo con un dito

e inseguendole ridendo

ci rimane fino in fondo.

Ecco cosa sono gli scogli:

il festaiolo si fa pietra

e ci dice "oh, mio dio".

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13/05/2008

Ginnastica sulle panchine,

fiori d'acqua dolce,

solitudini irriferibili,

da vergognarsi come sassi.

Ma quali sassi?

Sassi botanici,

quelli che compongono orti

e giardini ipocriti

e non quelli che a tirarli

anche tu arrivi lontano

a pelo d'acqua.

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13/05/2008

La pietra stella, verso Moneglia,

resta sola nell'acqua,

con o senza rancore.

Non ci sono navi nè pirati,

nè pescatori, nè masse;

anni fa motonavi attraccavano a Portovenere

e portavano in dono ai turisti

il pomeriggio e le scalette

e le panchette sottocoperta.

Certo si pagava per visitare la luce;

solo i bagliori sull'acqua, banalmente,

non avevano prezzo.

Ed era il tempo in cui scattando una fotografia

per vederla

ci volevano giorni.

Un fantasma per gli altri fantasmi è un concorrente

e per i viventi è un dubbio a caso;

però noi "vivi" con il passare dei viaggi lo sappiamo:

conta meno andare fuori rotta 

che fuori in generale.

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13/05/2008

Non solo i nostri padri

ma anche i nostri amici

costruiscono grandi case  aspettando giugno

per vedere i bambini che giocano

nella corsia dei box, dopo la cena.

Per il resto dell'anno alle nove di sera

ogni luce è spenta-

solo negli alberghi e negli ospedali, da fuori,

sembra si tiri tardi.

Dal fondo delle strade già si vedono i ricordi

che non passano di moda

anche se il negozio ha chiuso nell' ottantuno.

E la pietra stella, come noi,

pensa e ripensa alla città.

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13/05/2008

Fuori dalle distanze, attraversando un cortile

e un ponte innevato, fioriscono cancelli.

Il linguaggio punisce come un professore 

le piccole parole e l'ignoranza:

la stella di pietra non è la prima stella,

al di là di cosa suoni meglio

o più patetico, più gentile.

Resta però la polvere sui dizionari.

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