Sono uscito alle quattro e mezza di mattina, nel buio, piovigginava ma era pieno di luci artificiali. Non c'era nessuno. Sono andato in stazione a piedi, ho preso il treno per Bergamo come non facevo da qualche anno-il ponte sull'Adda è sempre una fonte di terrore...dovevamo andare a Londra...ci siamo andati...Londra è follia allo stato puro, nel bene e nel male. Supera ogni aspettativa. A Chelsea la gente lascia i pc alle finestre; dà la sensazione di non avere bisogno di uscire mai di casa, specie la sera. La City segue senza soluzione di continuità il quartiere arabo di Whitechapel, dove puoi vedere donne col velo e il brillantino al naso. Ad Hyde Park diamo da mangiare alle papere e agli scoiattoli. La gente fa jogging e si gode la vita si prepara alle leggiadre serate nel West End e nei ristoranti sul fiume. In metrò carovane di donne scalze con figli, quacchere lesbiche, caraibiche con fiori in testa, zie con valigie leopardate. Non riusciamo a capire l'accento dell'indiano che mi vende l'acqua e gli dò soldi a caso. Costringo A e M a camminare a nastro per cercare la casa natale di Charlie Chaplin, e quando ci arrivo ci sono i ponteggi. Al mattino in ostello ho difficoltà a ricordarmi quali pantaloni avessi adosso la sera prima; ma poi le cose migliorano, appena lasciato l'ostello, guidato dal signor Donald J.Rappresaglia e da suo figlio Clemence, fornitori di cessi senza doccia e di lenzuola sporche di sangue; camminiamo e guardiamo, mangiamo zuppe polacche, odiamo Chelsea e Fulham Road. La felicità del flaneur a Piccadilly, i momenti in cui le serate e il gioco prendono il volo, e sembrano possibili più cose del solito: come in "Lost in Translation". A Brixton uno strano senso di sollievo rispetto ai deja vu della zona ricca: voglio dire che la mia prima impressione, peraltro non troppo piacevole, non era stata assolutamente di trovarmi un paese straniero. Le facce ben curate non avevano nulla dello stereotipo rubizzo e spocchioso da inglese. Perciò mi sembrava di avere sopportato quell'inferno che sono i viaggi in aereo per poi trovarmi in una versione leggermente più elegante dell'Italia. Anche Harrods, se vivete a Milano, sembra la Stazione Centrale come doveva essere nei sogni dei suoi progettisti. E dunque uno shock vedere anche solo la quantità di persone che passa per strada a Brixton. Così i giorni sono passati, e una volta tornato volevo sperimentare lo shock di una serata in Brianza dopo quattro giorni in Trafalgar Square, ma puzzavo troppo perchè il tempo e la fortuna mi dessero il loro assenso. Così il circolo si è chiuso con i treni della Brianza, che non hanno hostess ma solo gente che nel bene e nel male pensa "che giornata mi aspetta, ostiassa".