07/05/2008
29/04/2008

Divento come Gadda, nel senso della pantofobia (paura di tutto).

Tendo a una sozza dipintura della mandra e del suo grandissimo e grossissimo intelletto: tendo a far che vàdino contenti li eroi; darò loro cignale e vitellozzo a mangiare e molto mescerò perché molto bevino; i maschi li farò sanguigni, con orecchi rossi, carnosi; li farò incalorire con i vini meglio nostri della Italia, dentro tutte le vene del Chianti e del Barolo ai signori, del Trani di Capitanata a’ povari ed a’ meccanici. Ma altri saranno macilenti e cavi nel viso, come io sarei, se avessi a vivere dell’eredità de’ miei padri, e sostentarmi con l’arrosto delle ipoteche; questi aranno cenci e pidocchi, e diranno parole bruttissime incontro a tutti e tal fiata insino incontro alla sempiterna divinità di Nostro Signore; del che aranno castighi orrendi e meritatissimi, come quello dell’udir periodare i laureati scrittori della Italia, essendo essi digiuni di sillabe e di patate. I maschi saranno presso che tutti interi e li castrati una minimissima parte: e tutti, come il verro, vorranno montar la femmina e poi volgersi ad altra: e come Alcibiade, vorranno incantar li ranocchi al suffragio, con la eloquenzia loro. Le femmine, quando le fussero sazie di seme, saranno condutte a sconciarsi in luogo acconcio, e i lor parti, di che si saranno sgravate, saranno da essere il meglio mèrito de’ generanti. E di nuovi mèriti arà fronda novella, e germini nuovi, la primavera.

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categoria:periodi dinvoluzione, prospettiva cornuta, il bloggo dello scrittore
17/04/2008

Uno scava dentro di sé e diventa come un traforo dal quale la gente entra ed esce alla svelta e non si ferma a metà-anche perchè non c'è molto da ammirare dentro un traforo.

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categoria:il bloggo dello scrittore
07/04/2008

Sembra che a seconda degli stati d'animo un mezzo espressivo sia più o meno efficace. Ad esempio la parola è completamente incapace di esprimere la felicità: anche in Walt Whitman, l'evocazione dei corpi che si fondono nella luce del giorno, dello spazio, rimane prima di tutto un sogno, una fantasia. E quante volte invece la parola ha risonanze cupe, riesce a esprimere con chiarezza i momenti in cui uno vorrebbe mandare tutto a quel paese. Al contrario trovo che l'immagine si associ fondamentalmente alla felicità. Se è vero che per la fotografia e il cinema è necessaria la luce, avere davanti qualcosa da fotografare significa fermare la chiarezza assoluta del proprio sentimento senza bisogno di spiegarlo. Non si è obbligati a comprendere l'immagine; e quando la parola vuole essere sentimento deve appunto riprodurre la luce, i colori, i profumi, come in Folgore o in Virginia Woolf, o per paradosso il nero assoluto, diventare implicitamente una sinestesia. E infatti adesso come adesso mi trovo nel computer diecimila fotografie alle quali non potrei rinunciare in nessun modo, perchè non ho fotografie tristi; ai post del blog invece potrei rinunciare senza problemi, non perchè il blog sia cupo, ma perchè con le parole la felicità non viene fissata ma fatta dondolare come una banderuola al vento, in attesa che il vento stesso si alzi. D'altra parte la vera felicità forse non sta nè nell'avere nè nel non avere, ma nell'avere avuto per vie traverse qualcosa che per nostra natura non potremmo mai avere. Insomma la parola è il desiderio della realtà, l'immagine è la realtà del desiderio, ed entrambe le forme riconoscono la vera natura della realtà, che è in tutti i sensi un insieme di botte di culo.

07/03/2008

(Ad Achille Campanile).

ATTO 1

SIPARIO

Appare La Tesi.

TESI "Che fai?"

FILOSOFO "Tesizzo".

Il Filosofo dà fuoco con una sigaretta al volume ed esce di scena balbettando di paura.

SIPARIO

 

ATTO 2

SIPARIO

Appare Il Teatro.

TEATRO "Che fai?"

FILOSOFO BALBETTANTE DI PAURA "Te...te...e ar...atro".

Il Filosofo colpisce il Teatro con l'aratro ed esce di scena lentamente sulla destra.

SIPARIO

29/02/2008

Backstage.

Cosa sia un dottorando è uno dei più grandi misteri della vita di uno studente universitario, specie se 1) lo studente è agli sgoccioli e del tutto privo di residue capacità di fare bene quello che ha da fare 2) il dottorando è un dottorando in cinema o pragmatica o fashion advice management ma non in ingegneria. Scrivo nella tesi che certi attori si muovono seguendo una specie di 8 tra le quinte e la ribalta e cercando sempre un punto centrale attorno a cui organizzare il movimento. La professora mi chiede che figura geometrica sia l'8. Ne nasce un dibattito di 102 minuti con altrettanti dottorandi. Elenco delle possibili risposte: ellisse, doppia ellisse, sinusoide, sinusoidale, doppia sinusoide, doppia sinusoidale, infinito matematico, montagne russe, ottovolante (mia), otto. Samuel Beckett è vivo e (non) lotta insieme a noi.

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categoria:eterogenesi dei fini, periodi dinvoluzione, il bloggo dello scrittore
25/02/2008

Piangendo per tutta la strada fino alla banca.

Il primo possessore assoluto di una macchina fotografica digitale; il primo autore di un gol nella storia del calcio; chi ha avuto l'idea del Festival di Sanremo svegliandosi un mattino e notando che Nilla Pizzi era sottostimata; l'inventore del pane; l'inventore delle panetterie; la prima persona a capire come scrivere un romanzo con protagonista una quattordicenne bionda e infojata; chi ha insegnato a Woody Allen a girare e pubblicare film; il primo uomo che addormentandosi ha fatto un bel sogno commerciabile, narrativo; il redattore dell'autobiografia di Dio. Certe cose nascono per caso e proseguono fino a quando non sono familiari come una casa. Altre nascono sotto la protezione di Giuliano Ferrara e proseguono direttamente fino alla cassa.

22/02/2008

Fangolazioni.

Lo zarro nike siede in metrò e comincia a curarsi le unghie, vale a dire a tagliarsele. Tanto fanno meno scena dei giornali abbandonati sul pavimento del vagone. Per non essere meno cerco di fotografare il sole tra gli alberi, ma mi addormento a metà dello scatto perchè ho tirato le 4.30 di mattina per consegnare due capitoli della tesi, che è arrivata a quota 120 pagine e di cui la prof finora non ha letto una riga. Ci traccerà direttamente una riga sopra, e farà bene. Facchinetti urla in playback che si è spento il sole. Davanti al verduriere claustrofobico mi viene da pensare "tutto questo vivere non è come cavare sangue da una, ma da tremila rape".