Grandi popstars che si stufano spesso di esserlo, o meglio, si stufano del divismo, dell'esporsi in prima persona, possono decidere di non apparire più sulla scena; ma non è una soluzione così interessante, perchè sta a significare che in ogni caso sono innamorate del successo e sputano nel piatto in cui mangiano. Quanto sarebbe invece più interessante se il divo o la diva pop, piuttosto che sparire per un pò e riapparire in un'altra forma, potessero col tempo diventare parte di un consesso in cui, per usare l'espressione di Neil Tennant, si è "in it but not in it, like in the Being Boring video". Ecco perchè Madonna, nonostante abbia un ego grosso come l'America, piano piano sta abbandonando la tattica del look diverso a ogni disco, e si fa scrivere & produrre & cantare da altra gente senza nasconderlo come in passato; ecco perchè i Rolling Stones hanno imparato a farsi filmare da Scorsese e Scorsese ha imparato a farsi prendere per il culo da Bob Dylan e Dylan ha cominciato a sponsorizzare mutande e automobili: sempre per essere il punto di riferimento, ma un pdr da trovare nel gruppo e non più sotto il singolo riflettore. E che grande cosa sarebbe se questo fosse possibile anche nella quotidianità non pop. Passare dall'essere e dal dover essere allo stare, senza per questo cadere nel presenzialismo briatoresque. Scene e azioni di massa, o di gruppo, in cui si fa qualche apparizione rapida; io dico due parole,di passaggio, poi si passa ad altro. Un professore che invece di fare lezione mette su un seminario in cui però ognuno può parlare a turno per un massimo di 30 secondi; un ping pong di posti, di cose in svolgimento. E per me quanto sarebbe fantastico poter far parte di uno scenario del genere, in cui, mettiamo, la camera passa un secondo su di me, che indico qualcun altro e lascio la palla a chi vuole...come chi mette la testa dentro per salutare poi passa ad altro.
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