A sentimental journey.
Bene, sono stato a Roma per la quarta volta nella mia pur pessyma vita e come sempre ho trovato che è uno dei posti dove i nervi si distendono...Roma ritorna sempre nei momenti di transizione, quelli che offrono esattamente 286 possibilità, tutte inaccessibili ma pur sempre brillanti e terse come Tersicore. Tutto, almeno in superficie per un turista, è un'enorme trattoria. E' come una spiaggia della quale non vedi l'esito naturale, aka il mare, però ne respiri il piacere (mai stato a Ostia, che probabilmente smentirebbe tutto questo discorso). Ospite sfacciato di A e R che ha festeggiato 30 anni con un incredibile party a base di "Fotoromanza" della Nannini e di svariate cose a punta. (Chi sa sa). Un pò di lavoro, arrancante, sulla tesi, al Burcardo (regno di Petrolini e copyrightosissimo museo teatrale della SIAE sito in largo di Torre Argentina, praticamente di fianco a via Arenula, dove Mastella tira le fila del nostro paese) -per non smentirmi sono costretto a tornarci il giorno dopo perchè la mia carta d'identità era rimasta in qualche cassetto-ma poi molto altro, ad esempio una conversazione via telefono con un uomo che sostiene di essersi fatto iniettare il botulino sotto le ascelle per risolvere il famoso problemyno. Però A ha fatto di meglio: non solo ha letto "Guerra e pace" come Snoopy (una parola al giorno) ma l'ha letto, così confessa, in palestra. R invece si è lymytata a schivare un casco da motorino buttato giù da una galleria del metrò e a sfasciare un sacco della monnezza pieno di melanzane marce nel tentativo vano di buttarlo nel bydone. Petrolini è vivo e lotta insieme a noi.