29/06/2008

E ha ragione Gadda: i vivi li trattiamo malissimo, copriamo di sarcasmo ogni desiderio che sia, li buttiamo in mezzo a una strada, li chiamiamo solo per cognome, poi appena muojono costruiamo per loro monumentini altri 30 metri, appendiamo fotografie, scopriamo che "sapevano fare la calza e non l'hanno mai detto a nessuno". Nessuno ha mai pensato che forse i vari monumenti a morti rapiti, annegati, scuoiati, bevuti e tutto quanto, nel fondo del cuore per molti sono un gesto di ringraziamento ai morti stessi perchè si sono decisi a morire?.

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categoria:zootecnia
25/06/2008

-Liceale al pub: "gli universitari sono delle seghe, sono degli sfigati..."

-I (al tavolo davanti): "scusa, hai detto che gli universitari sono delle seghe?"

-Liceale: "no, ho detto che hanno stile..."

-B: "ma "gli universitari sono delle seghe" vale anche per i laureati?"

-Liceale: "eehhh.. boh.. ".

12/06/2008

Nulla di nuovo se non che per i fedeli lettori che sanno cosa voglia dire qui continua la "minaccia Dalì". Non è normale accendere la radio e trovarsi in onda una registrazione del baffuto che parla di "fagioli liturgici"...se poi a parlarci sopra è Umberto Broccoli...

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25/05/2008
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categoria:zootecnia
22/05/2008

Mensilità astrali. Ahi! poveri noi! ruminava distesa, poarina, la figliola, dal cartomante. Problemi semantici su cosa fosse una fattura. E poi, l'era per me o per lui? O l'era il mago de' miei cionchi, stanco, sul su'tappetino di pelle di vacca appena morta che in preda a un irresistibilerrimo attacco di inconscio rivolgeva a sé stesso le benefiche predizioni di un futuro in mezzo a stucchi, soppalchi dei Bibiena, mattine a letto mentre fuori intere masse di segretarie più cretine di una scrofa iblea vanno a laurare? Ed era allergico alla pagnottosa idea, alle leguminacee? Gli gonfiavano i sebi, o i seni? Gli moriva la glicolisi nel mezzo di uno sforzo da erniaccia, in guisa della lingua di una prefica che smette di pregare per noja e indi viene punita dall'altissimo col ritorno dello stupendo marito,stupendo sì, ma che non la riconosce più? Il ciclo del glioassalato non era in pericolo; ciò che tremava, nel su'avvenire, era il guardaroba non più divino. Da quell'ora sublime in poi, vestaglie e pantofole, il mercato di Vertemate, mazzi giganti di fiori finti, del colore della merda; e lunghe ore a dire rosari al telefono col prete che dall'altro lato della cornetta, è il caso di smadonnare, con l'altra mano tirava le fila. La patria non chiamava le donne, ma avrebbe voluto fare un'eccezione giusto per liberarsi di certi cuori blesi e di certi menti vieppiù piene di elegiache iniezioni autosomministrate-dalla bocca ai ciapp e ritorno, nel giro di una passeggiata solitaria dentro il canile con ospite ingabbiato un singolo cane-tale come è ed era la sù e la nostra vita.

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22/05/2008

L'amore in Lombardia è, gaddianamente, una questione di educazione: cortili pullulanti di spioncini freudiani dai quali osservare l'accoppiamento dei genitori nel gelo di un mattino di merda di gajna, di gajna... un do ut desciules, se mi si passa l'espressione...lepidezze da lepidotteri, coglionerie da coleotteri che ne colgono fior da fiore e ne traggono spunti per la cena e la digestione anfigonica...anfitrioni dei miei pendagli, amanti dei fiori e amanti dei Beatles...tutti, tutti a fare la fila e marciare sotto la pioggia per arrivare a casa della druda e ricevere la meritata tazza di stupendo cioccolatto, ma freddina...

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29/04/2008
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categoria:apparizioni, bravo grazie, zootecnia
22/04/2008